L’adolescenza è la più difficile delle età. E’ definita come età di passaggio, e come ogni passaggio, è un nuovo venire alla luce, un nuovo nascere, si manifesta con grandi cambiamenti fisici e dell’essere. L’adolescente è un neonato adulto, e rispetto al bambino, che è un “vecchio bambino” e ha imparato molto bene come si fa a esserlo, l’adolescente non sa ancora come si fa a essere adulti. Soprattutto gli manca, in quella transizione che può durare a lungo, un ruolo specifico e una specifica responsabilità. Assieme a queste difficoltà, l’adolescente possiede per contro qualcosa di meraviglioso: la capacità di creare. A dispetto del bambino, l’adolescente crea al di fuori di sé, facendo esistere il proprio io.

socks_ovaleNel Teen Coaching (teen = adolescente), la persona che riscontra l’esistenza di un potenziale inutilizzato può essere un genitore, o più delle volte un insegnante, o un tutor, ma anche lo stesso adolescente.

Se l’adolescente non può esprimere questa capacità, e quindi il suo specifico modo di creare, soffre e manifesta segni di disagio. L’insofferenza, la noia, spesso un cattivo rendimento scolastico, non necessariamente sono generati da problemi o traumi, possono invece costituire segni di una mancata espressione di sé. Se un ragazzo o una ragazza, con tutte le sue potenzialità e specialità, non riesce a trovare i contesti per esprimerle, vive una profonda crisi esistenziale, ha difficoltà a orientarsi sia nell’ambito scolastico che al di fuori di esso.color-lapis_ovale

La relazione di Coaching ha come obiettivo quello di individuare le potenzialità dell’adolescente e di allenarle, per affrontare le sfide e gli ostacoli del cambiamento profondo e radicale a cui è sottoposto, e per ridisegnare i suoi sogni e le sue aspirazioni.

Il Coaching dà attenzione allo sviluppo individuale dell’adolescente, e lo fa al di fuori degli ambiti istituzionali, come ad esempio la scuola, dove la motivazione principale è spesso guidata dalla competizione e dove l’istruzione diventa talvolta più importante dell’educazione.

Come riconoscere l’incapacità di utilizzare le proprie potenzialità?Come avviare un percorso di Coaching con un adolescente?Nel Coaching rivolto agli adolescenti occorre che il Coach si impegni a conciliare gli obiettivi dell’adolescente con quelli dell’insegnante/genitore, per trovare un punto di contatto. E’ importante porre l’accento sul fatto che il protagonista resterà sempre il ragazzo o la ragazza. Proprio come per l’espletamento di un’attività sportiva, il ragazzo, accompagnato dal suo Coach, individua delle attività e degli esercizi da svolgere quotidianamente che possano stimolare e rafforzare le proprie potenzialità rivelate, fino a farle diventare routine.
“Se stanno male, vuol dire che soffrono, non che sono malati.” [Il senso del Teen Coaching, Luca Stanchieri al FORUM AICP.]. Gli adolescenti che rinunciano alla ribellione hanno un piano ben definito di felicità, per poi scoprire che è sbagliato…