I. Introduzione

Il presente lavoro si basa su tre contenuti principali: alcune scene del film Goodbye Lenin1, dei versi di brani musicali di alcuni cantautori italiani2, e infine alcuni pezzi – e interpretazioni – tratti dal volume primo dell’opera di Marcel Proust3. Queste forme prenderanno espressione lungo tre dimensioni: assieme al quella del coach (la mia), ci saranno le dimensioni che si sono andate formando nelle relazioni di Coaching sperimentate nel tempo e dalle quali sono scaturite numerose delle riflessioni che hanno portato a ideare questo lavoro.

Infine, il tema è unico: tutto parte dal Tempo.

II. Il Coach: kronos e kairos

Il concetto di Tempo nel Coaching viene distinto tra kronos e kairos, partendo dalla terminologia greca corrispondente al termine. Il kronos rappresenta il tempo come comunemente concepito ed è quindi quello che scandisce la durata della sessione; il kairos invece riguarda il tempo interno del coachee, il tempo necessario affinché qualcosa di speciale accada; ne L’eleganza del riccio4 il kairos viene espresso come momento propizio o intuizione del momento. La distinzione riguarda una delle abilità fondamentali di un Coach: deve sapere gestire il kronos facendo attenzione al kairos del coachee, al tempo di cui egli necessita per narrarsi e raggiungere l’autoconsapevolezza.

A questo proposito, tra le canzoni dei cantautori italiani selezionati fin qui5 e riconducibili al Coaching, ne riporto alcuni pezzi che posso essere letti in termini dikronos e kairos così come appena definiti. In alcuni casi, i pezzi richiamano a buoni esempi di Coaching; altri raffigurano invece esempi di anti-coaching, cioè proprio il contrario del modo in cui un buon Coach dovrebbe esercitare la sua professione.

Il primo pezzo ha un significato esplicito e insieme simbolico:

  • Il tempo che ti danno è fino al ritornello
  • e tante volte neanche fino a quello
  • e allora avanti un altro
  • qualcuno che abbia il tempo di ascoltare6

per molti artisti (cantanti), il successo è spesso legato a pochi istanti (fortuiti) che hanno a disposizione per dimostrare il loro talento; un coachee può sentirsi allo stesso modo: non avere il tempo di raccontarsi, di far sì che la sua canzone, la sua storia, venga ascoltata; nella peggiore delle ipotesi, un cattivo Coach si perde l’opportunità di ascoltare il suo coachee fino al ritornello, cioè alla parte più significativa della storia del coachee, perché lo interrompe con contenuti propri.

Il brano prosegue con avanti un altro, che, con ironia, fa pensare al fatto che il coachee di cui sopra, abbia alla fine abbandonato il suo Coach e ne abbia scelto un altro, con una richiesta specifica e fondamentale: qualcuno che abbia il tempo di ascoltare, qualcuno (quel Coach) che sappia gestire il kronos e che gli conceda ilkairos.

Il pezzo successivo può essere letto come voce di quel Coach che si sente disorientato ma che acquisisce una nuova consapevolezza: egli potrebbe sforzarsi di capire cosa c’è dietro la storia del suo coachee, poi capisce che deve abbandonarsi al disorientamento, non interpreta, torna centrato e confidente del fatto che anche nelle notti più cattive il suo coachee potrà trovare luce:

  • e certi giorni ho visto che c’è niente da capire
  • che c’era luce anche nelle notti più cattive7.

Ecco seguire invece un altro esempio di anti-coaching: un coachee che percepisce l’incapacità del suo Coach di gestire il kronos, e che sente il suo kairos derubato, si sente fuori tempo e vuole lasciare la gara (la sessione, il percorso) per proseguire il cammino col suo passo:

    • Certa gente…
    • riesce solo a dire…
    • Sei fuoritempo
    • Fu così che lasciai la gara
    • e resto lì
    • per andare con il passo mio8.

Il pezzo può essere interpretato anche in senso positivo: la prima strofa rappresenta la manifestazione di crisi di autogoverno di un cliente, il quale si sente fuori tempo e decide di fermarsi, per riprendere il suo passo, con l’aiuto di un Coach.

Semplici e bellissimi i versi che seguono:

      • “Verso che cosa andiamo?” lei chiede.
      • Lui dice “Beh, questo non si sa”9:

qui il coachee (lei) chiede al Coach quale sarà la direzione: è quella che nel Coaching viene definita delega; il buon Coach, con semplicità, gliela restituisce.

Nei versi successivi, il buon Coach è rappresentato dalla luce, che illumina ma senza usare troppi perché, come insegna il metodo del Coaching; allo stesso tempo, illuminando, il Coach mette in condizioni il coachee di vedere tutto quello che c’è, di prendere consapevolezza, anche delle cose che il egli o ella non vuole vedere:

      • e una stella fa luce senza troppi perché
      • ti costringe a vedere tutto quello che c’è10.

Nei versi che seguono c’è il simpatico Don Chisciotte di Francesco Guccini:

      • ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
      • il nemico si fa d’ombra e s’ingarbuglia la matassa…;

ecco un caso di anti-coaching: i versi possono essere letti come voce di un Coach che affretta il proprio cliente attraverso una cattiva gestione del tempo: egli gli ricorda quanto sia difficile seguire o sconfiggere il nemico e gli ricorda che le cose si complicano, man mano che il tempo passa: sta effettuando una rottura delkairos.

Il verso seguente è tanto semplice quanto efficace e può essere visto come un urlo disperato di un coachee (in panne):

      • Non ti ho mai chiesto di cambiare
      • la mia testa11.

L’obiettivo di un buon Coach non sarà cambiare il proprio coachee, ma facilitare il cambiamento che il coachee sceglie e dichiara di voler mettere in atto, e che metterà in atto. Il Coach capace, centrato, professionale, ricorderà a se stesso che:

      • Il passare del tempo
      • concederà saggezza e buon senso.
      • Il passare del tempo
      • restituirà onore al vero.

(I versi appena riportati appartengono tutti ad uno stesso brano Mulino a vento di Carmen Consoli, che ben segue il Don Chisciotte del brano precedente).

Al termine di questa prima parte riporto una strofa di Colapesce, cantautore siciliano contemporaneo. I versi possono essere letti come voce di una persona che, intrapreso un percorso di Coaching, spera che il suo Coach abbia tutte le qualità di un buon Coach:

      • soffiasse davvero quel vento di scirocco
      • e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
      • dietro alla faccia abusata delle cose,
      • nei labirinti oscuri della case,
      • dietro allo specchio segreto d’ ogni viso,
      • dentro di noi12

è contenuta in questi versi la speranza che il Coach possa fare da specchio segreto per potersi guardare dentro e prendere consapevolezza di sé; che possa facilitare, come un vento di scirocco, il suo cammino fin dietro la faccia delle cose e attraverso percorsi difficili, e ignoti, ma che portano verso la libertà.

1 Wolfgang Becker, Germania, 2003.

2 Elenco degli autori fin qui considerati (in ordine alfabetico): Franco Battiato; Vinicio Capossela; Colapesce; Carmen Consoli; Francesco Guccini; Luciano Ligabue; Gianmaria Testa. L’incidenza dei brani di Luciano Ligabue è l’unica casuale: nel periodo in cui pensavo a questo lavoro la sua musica mi girava intorno e riusciva a dirmi le cose che ho riportato in questo testo. Gli altri autori sono stati scelti invece non a caso, per una personale passione e affezione.

3 Alla ricerca del tempo perduto, Volume primo: La strada di Swann, ed. Einaudi 1978.

4 Muriel Barbery, pg. 61.

5 L’insieme completo dei titoli dei brani è contenuta nel video che sarà presto pubblicato nella sezione multimedia.

6 Caro il mio Francesco, di Luciano Ligabue.

7 Atto di fede, di L. Ligabue.

8 Fuoritempo, L. Ligabue.

9 Salviamoci la pelle, L. Ligabue.

10 Buonanotte all’Italia, L. Ligabue.

11 Non ti ho mai chiesto, di Carmen Consoli.

12 Scirocco, di Colapesce.

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